Ente Morale D.L. 5 aprile 1945, n. 224

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Smuraglia: "Ci sono ancora i fascisti? una domanda “retorica“ alla quale bisogna rispondere con forza e con azioni complesse e risolute, per realizzare un'efficacia reale e concreta dell'antifascismo"

17 Gennaio 2017
CAMPI GIULIO "CESARE"
La Spezia 15/8/1891
Cravasco (GE), 23/3/1945


In gioventù è tra gli animatori delle lotte operaie nello spezzino. Dopo il 25 luglio entra nella cellula comunista dello stabilimento Vittoria. La sua attività cospirativa lo porta a parte del primo Comando militare regionale unificato, istituito il 1° agosto 1944 con delibera del Cln Liguria, assumendo la responsabilità dell'ufficio aviolanci. Nel mese di dicembre viene arrestato insieme ad altri dirigenti della struttura militare clandestina. E' tra i prigionieri politici prescelti dalle SS per la rappresaglia di Cravasco dove viene fucilato con altri 16 tra partigiani, gappisti e quadri militari.
CAMPANELLA MICHELE "GINO"
Genova 1/5/1922


Di famiglia antifascista, ancora giovanissimo si pone in netta contrapposizione al regime ed è fermato diverse volte dalla polizia politica. Nel febbraio del 1942 è chiamato alle armi e arruolato in marina. L'8 settembre si trova a Spalato, ma riesce fortunosamente a rientrare a Genova e a riprendere contatto con elementi antifascisti. Partecipa al recupero e all'occultamento di armi, munizioni e materiale bellico; svolge anche un breve periodo di attività politico militare clandestina. In seguito unitamente ad un gruppo di compagni e amici, sale sui monti dell'appennino ligure ed entra a far parte della formazione partigiana di Cichero. Partecipa a tutte le azioni della formazione per le capacità dimostrate viene nominato comandante di distaccamento e poi del battaglione che, dal nome del primo caduto della formazione, assume la denominazione di "Severino".
Responsabile del ricevimento degli aviolanci alleati, accoglie sul monte Aiona la prima missione alleata americana presso la VI Zona. Durante il rastrellamento di agosto è ferito negli scontri presso il lago della Lame, ma riesce  ad eludere l'accerchiamento e a raggiungere il Comando di zona a Brugneto. Nel settembre 1944 il Comando della VI Zona gli affida il compito di formare la Volante "Severino", un piccolo reparto scelto che dovrà portare la guerriglia a Genova, ampliando gradualmente il suo raggio d'azione dalla periferia al centro cittadino. La formazione da lui comandata si distingue per la rapidità e l'efficacia delle azioni effettuate all'interno del dispositivo nemico e sarà la prima ad entrare all'interno del dispositivo nemico e sarà la prima ad entrare a Genova nei giorni dell'insurrezione, partecipando attivamente alla liberazione della città. Tra le molteplici operazioni portate a termine, di particolare significato si segnala l'occupazione della carceri di Marassi e la liberazione dei prigionieri politici. In quei giorni Campanella viene nominato Capitano ausiliario nel corpo della Guardie di Pubblica Sicurezza e con la sua formazione al completo, è assegnato alle operazioni di polizia. Per la città è un momento particolarmente difficile: sono ancora attivi focolai di resistenza nemica, teppisti e bande di rapinatori. Gino si trova impegnato a fondo, insieme ai propri uomini, per ristabilire l'ordine e la sicurezza, compiti che vengono assolti con fermezza. Nominato ufficiale in servizio permanente nel corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza, vi percorre i vari gradi della gerarchia fino a quello di generale. Insignito della medaglia d'argento al valor militare, è anche decorato della Bronze Star americana.
CAMORIANO ATTILIO "BIONDO"
Genova, 19/6/1917


Giovane cronista sportivo del quotidiano genovese il Secolo XIX, durante la guerra partigiana fa parte della Volante "Severino" della Divisione "Cichero". Raggiunge il grado di caposquadra del 1° distaccamento pesante d'assalto, impiegato nelle azioni più rilevanti, ma anche con compiti di copertura degli altri distaccamenti. Dopo la Liberazione riprende la sua attività giornalistica nella redazione dell'Unità. E' autore di Scarpe rotte, un quaderno di ricordi che ripercorre le vicende della Volante "Severino".
CALCAGNO GREGORIO "FOGLIA"
Cogoleto (GE), 10/9/1924
Piampaludo (SV), 30/10/1944

Giovane di sentimenti antifascisti, aderisce al movimento di Resistenza unendosi alla Brigata "Buranello" dove gli viene assegnato il ruolo di mitragliere. Partecipa a numerose azioni e, per le sue qualità e il valore dimostrato nelle diverse operazioni, è nominato capo squadra. Il 30 ottobre 1944, nel territorio di Piampaludo, viene effettuata da parte della Divisone San Marco una puntata contro il suo distaccamento. Durante il susseguente combattimento Calcagno si prodiga per salvare il reparto, che riesce a sganciarsi, e occultare armi e munizioni. Circondato da numerosi nemici riesce anche a colpire un sottufficiale e un soldato, ma viene ucciso. La rabbia dei fascisti per l'insuccesso dell'operazione si sfoga sul suo cadavere fatto segno a colpi di bombe a mano.
BURANELLO GIACOMO "PIETRO"
Meolo (VE), 27/3/1921
Genova, 3/3/1944

Studente alla facoltà di ingegneria dell'Università di Genova, costituisce nel quartiere di Sampierdarena un primo gruppo di giovani comunisti, organizzando il Soccorso rosso e una tipografia clandestina. Nel marzo del 1941 è chiamato al servizio militare presso il 6° reggimento di Bologna e da lì inviato, con il grado di sergente, al 15° reggimento genio a Chiavari. Nel 1942 frequenta il corso allievi ufficiali a Pavia e, nuovamente destinato a Chiavari, continua la propria attività di propaganda antifascista. L'11 ottobre 1942 viene arrestato con i componenti del Comitato antifascista di Sampierdarena, tra cui anche Walter Fillak, da agenti di pubblica sicurezza e tradotto prima al carcere d Marassi, poi a quello di Massa Carrara e infine, in attesa di giudizio, a quello romano di Regina Coeli. Liberato il 29 agosto 1943, ritorna a Genova e riprende contatto con i membri del Pci. In ottobre gli viene conferito il comando del primo nucleo Gap, a capo dei quali compie numerose azioni di sabotaggio in città. A gennaio, per sottrarlo ad un nuovo arresto, viene inviato dall'organizzazione clandestina in montagna, ove assume il comando del 1° distaccamento della 3ª Brigata "Liguria". Il 28 febbraio 1944 rientra a Genova con l'incarico di sostenere con azioni armate gli scioperi operai della prima settimana di marzo. La mattina del 2 marzo, mentre si trovava nel bar Delucchi di via Brigata Liguria con la compagna Neda Fiesole, è riconosciuto da alcuni agenti in borghese: uccisi due di essi, nel corso della fuga è catturato, dopo una colluttazione, da alcuni militi. Portato in questura è consegnato al commissariato della squadra politica di Giusto Veneziani, dal quale è sottoposto ad incessanti interrogatori e violenze. La mattina successiva è fucilato presso il forte San Giuliano. medaglia d'oro al valor militare.
ATHOS BUGLIANI "LUCIO" o "PIANO"
Marina di Carrara, 14/10/1903


Iscritto alla Gioventù socialista, nel 1921 entra a far parte del Partito comunista. Per due anni dirige in Francia il Comitato proletario antifascista del Dipartimento Seine-Maritime. Nel 1932 torna a Genova, città nella quale ha già svolto un'intensa attività all'interno del Cantiere Odero, in qualità di funzionario del Pci. A causa della sua militanza politica, viene arrestato e condannato il 6 marzo 1934 dal Tribunale speciale a 16 anni di reclusione. Tornato in libertà dopo la caduta del fascismo, prende parte alle formazione del nuovo Comitato federale del Pci. A settembre viene incaricato dal partito di organizzare e curare l'attività militare e la costituzione  delle prime bande partigiane per la zona ligure-alessandrina, di cui fino al febbraio 1944 sarà responsabile tramite il Comitato militare ligure. E' nominato commissario politico della 3ª Brigata garibaldina "Cichero" e successivamente confermato commissario politico della stessa. Nel 1945 è comandante delle Sap a Savona e membro del Cln locale. Dal 1946 al 1956 è vicesegretario della Federazione genovese del Pci e successivamente membro del relativo Comitato centrale.