Ente Morale D.L. 5 aprile 1945, n. 224

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Non umiliare la Grecia

21 luglio 2015

CARLO SMURAGLIA
La vicenda della Grecia si sta concludendo nel modo più doloroso e spiacevole. Avevamo tutti sperato che l’esito del referendum (quale che fosse il giudizio che si dava su quella iniziativa) aprisse un negoziato improntato ad una minore durezza nei confronti della Grecia. Non è stato così. La reazione è stata di un rigore che ci ha lasciato esterrefatti. Possiamo comprendere tutte le ragioni, i dubbi, le perplessità, di fronte ad un debito enorme come quello della Grecia. Ma a che serve distruggerla, facendo pagare anche gli errori e perfino le malefatte di alcuni a tutto un popolo che, nel suo complesso, ha ben poche responsabilità?
Ci sono stati casi, in questo dopoguerra, in cui si sarebbe potuto anche infierire nei confronti di chi aveva creato disastri in tanti Paesi, cagionato guerre pesantissime (anche per i civili), compiuto stragi ed atti barbarici, con altezzosa sicurezza e perseguitato milioni di persone solo perché ritenute “diverse”. Non fu fatto nulla di vendicativo, di prepotente o che avesse sapore di rivalsa, né sul piano politico, né su quello economico (anzi, un enorme debito, della Germania è stato praticamente cancellato).
Adesso, invece, si vuol procedere in modo totalmente diverso, non solo costringendo un Paese a subire condizioni terribili, ma anche umiliandolo oltre ogni limite. E questo è grave perché significa che un Paese che appartiene all’Europa, viene considerato e trattato come un estraneo. E questo non ha nulla a che fare con la concezione (da Altiero Spinelli in poi) di un’Europa unita. Ma che Europa è questa, così dura, così intransigente, così rigida, così legata a criteri di autoritarismo economico (e politico)? Che cosa resta del sogno di tanti, se un Paese può essere immolato sull’altare del rigore e dell’austerità? Purtroppo in questa Europa disumana sembrano non albergare più i principi di solidarietà e di fratellanza, che una volta erano propri almeno dei partiti che si richiamavano al socialismo. Sia ben chiaro: non siamo qui a giustificare, a priori, gli errori, le scorrettezze, le “allegrie” economiche e tanto meno i falsi, se è vero che anche questi furono commessi.
Ma c’è modo e modo; c’è la necessità di distinguere tra colpevoli e innocenti, tra coloro che magari ci si sono arricchiti, e quelli che hanno subito. Quel popolo che ha detto “NO” al referendum e che adesso soffre ore di incertezza e di difficoltà terribili, non è fatto di criminali, di sperperatori o di speculatori. Ci sono anche quelli, e sarebbe ora di individuarli, ma non si possono colpire indiscriminatamente molti milioni di greci.
Un’Europa come si era sognata, dovrebbe trovare la strada giusta per costringere chi deve, a pagare il dovuto, ma senza uccidere una nazione, un Paese intero. E se anche dovesse imporsi il quadro che si è delineato dopo la fatidica notte di discussioni, bisognerebbe riuscire a trovare il modo per rendere sostenibile un debito che tale (secondo alcuni) non è, per salvare il salvabile, pur pretendendo il rispetto di regole fondamentali, fra le quali certo anche quella che ci ripetevano i nostri padri (“non si fanno debiti”), ma tenendo unita l’Europa, ricordando gli ideali da cui è nata come unità “politica” e non “economica” accettando tutti che parole come solidarietà e fratellanza sono indispensabili per la convivenza dei popoli, per evitare nuove guerre, ma anche per evitare nuove forme di imperialismo (magari economico).
Qualcuno scrollerà le spalle, forse, parlando di utopia; ma io tengo a ribadire che ciò che propongo non è solo e tanto nell’interesse della Grecia, ma è anche in quello di tutti i Paesi che costituiscono l’Europa e della stessa prospettiva di realizzare il sogno di una vera unità politica, che non può, non deve nascere solo sulle rovine di questo o quel Paese.
Carlo Smuraglia, presidente nazionale dell'Anpi
DONNE IN GUERRA
Giardini Villa Galliera - Genova Voltri
Mercoledì 22/Venerdì 24/Domenica 26 Luglio 2015
ore 20.00
Visita ai bunker SU RICHIESTA € 2 dalle ore 19.30

Sarzana, i Fatti del '21

La Spezia / 18 luglio 2015
21 Luglio 1921 – 21 Luglio 2015
SABATO 18 LUGLIO 2015 - ORE 21,00
CITTADELLA FIRMAFEDE - SARZANA
Nel 94° anniversario dei Fatti di Sarzana del 21 Luglio 1921, ANPI Sarzana invita la cittadinanza a passare insieme una serata di riflessione e spettacolo, convinta della stringente necessità di declinare i valori dell'Antifascismo, della Resistenza e della Costituzione Repubblicana nel periodo socio-politico che stiamo vivendo. Abbiamo salutato da poco più di un mese il nostro Luigi Fiori, Comandante Fra' Diavolo, partigiano geniale, di una coerenza e una costanza inarrivabili; mai ci ha privato della sua presenza discreta e impetuosa, a lui dedichiamo questo incontro.
Come primo atto, avremo la consegna dell'onorificenza civica “XXI Luglio 1921” all'associazione UDI (Unione Donne in Italia) da parte dell'Amministrazione Comunale, per le molte battaglie condotte in questi suoi primi 70 anni: la pace, il diritto al voto, il lavoro, gli asili nido, le scuole d'infanzia, il divorzio, il diritto di famiglia, i consultori, l'aborto, la legge contro la violenza sessuale, i diritti di cittadinanza per le donne straniere.
La serata proseguirà con lo spettacolo “Ventunlugliomillenovecentoventuno...la chiamavano estate...” della compagnia Blanca Teatro che, dopo la prima nazionale del 2009, torna nel contesto più congeniale a questa narrazione, dal momento che proprio nelle celle della “Cittadella” erano reclusi i 12 fascisti che le squadracce pretendevano fossero scarcerati, preludio dei “Fatti del '21”.
Lo spettacolo, in caso di pioggia, verrà spostato nel corridoio laterale della Piazza d'Armi. Contributo di 3 euro.

FONTE: A.N.P.I. NAZIONALE

Lunatica Festival

Massa e Carrara / 18 luglio - 2 agosto 2015

Allegato: Programma [3.4 MB]
Regione Toscana, Provincia di Massa-Carrara - Fondazione Toscana Spettacolo
Presentano la XXI Edizione
LUNATICA FESTIVAL 015
R-ESISTERE, in direzione ostinata e contraria
dal 18 LUGLIO al 2 AGOSTO

danza arte teatro e musica nei Comuni della provincia
Il programma dettagliato in allegato
info: lunaticafestival@provincia.ms.it
Tel. Ufficio +39 0585 816 675
FONTE: A.N.P.I. NAZIONALE

Magistratura e neofascismo

14 luglio 2015
Se almeno in due occasioni, la Suprema Corte di Cassazione ha manifestato attenzione al problema delle manifestazioni neofasciste, confermando sentenze di condanna per il saluto romano in luogo pubblico, siamo costretti a rilevare che nella Magistratura di merito affiorano sensibilità molto più contenute rispetto al problema e qualche volta anche disinvolte, che manifestano qualcosa di peggio rispetto alla semplice disattenzione (difetto di informazione perfino sul fascismo e sul significato delle manifestazioni neofasciste?).
Il fenomeno è preoccupante, perché rivela ancora una volta come il processo di democratizzazione di tutti gli organi dello Stato non si sia ancora compiuto, come invece dovrebbe, in aderenza ai principi ed ai valori espressi dalla Costituzione. Di recente, a Milano, è stata emessa una sentenza di assoluzione “perché il fatto non sussiste” di un gruppo di fascisti che annualmente, in una certa occasione, sono soliti manifestare con espressioni significative, quantomeno, di sentimenti nostalgici, se non addirittura di propositi di ritorno al passato. Poiché il Pubblico Ministero ha chiesto la condanna, c’è da sperare che impugni la sentenza, sottoponendo il caso ai giudici delle Magistrature “superiori”. Ma il fatto resta e l’assoluzione dei neofascisti è davvero inaccettabile, proprio per il netto contrasto con i valori cui deve ispirarsi la nostra Repubblica.
A Roma, invece, nel risolvere - a mio parere - in modo sbagliato (ci sarà, comunque, un giudizio d’appello) una controversia civilistica, promossa contro un giornalista, da sempre impegnato nella denuncia delle manifestazioni di neofascismi e noto per le sue posizioni democratiche anche nell’ambito dell’ANPI di Roma, il Tribunale fa della affermazioni stupefacenti, a dimostrazione (a prescindere da ogni questione di merito, su cui non ci compete addentrarci) di una sensibilità piuttosto scarsa in tema di politica e neofascismo. Colpisce, in particolare, il fatto che – a proposito di Forza Nuova – la sentenza escluda, in sostanza, ogni avvicinamento al pensiero fascista, trattandosi di una associazione politica che “non sembra conformarsi ad una determinata corrente di pensiero ideologico, avendo optato per un rifiuto delle categorie storiche di destra e di sinistra”. Una impostazione piuttosto singolare perché sono in molti a sostenere – per ragioni di comodo - la tesi del rifiuto delle “categorie tradizionali”, e non per questo sono credibili. Per di più, questo assunto appare contrastato dalla realtà, trattandosi di una Associazione il cui pensiero e la cui ideologia sono ben note e spesso contrastate da movimenti democratici e gruppi politici, che non credono a questa presunta “neutralità”.
Nell’esprimere il suo convincimento, il Tribunale sembra dimostrare non poca approssimazione. Forse, per giungere a conclusioni diverse, sarebbe bastata la semplice consultazione della voce “Forza Nuova” su Wikipedia, non perché quest’ultima sia sempre una fonte di sicura attendibilità, ma perché il panorama che risulta dallo svolgimento di quella voce, sembra corroborare quell’avvicinamento al pensiero fascista che nella sentenza viene negato. Purtroppo, siffatte approssimazioni non sono prive di conseguenze, prima di tutto per il giornalista in questione che, infine, ha perduto la causa e dovrebbe pagare un risarcimento danni e le spese, se la sentenza non venisse riformata in appello. Ovviamente, l’augurio è che i Giudici d’appello approfondiscano maggiormente l’indagine sui fatti e sulla natura reale di certe controversie, che – al di là delle questioni economiche che possono prospettarsi – attengono, in definitiva, a questioni squisitamente politiche Si pone, comunque, un problema che più volte abbiamo sollevato, vale a dire quello della formazione dei Magistrati.
Ad essa attende un’ottima Scuola Superiore della Magistratura; ma si ha l’impressione che su alcuni temi, attinenti a questioni politiche (fascismo, neofascismo, democrazia), l’informazione e gli insegnamenti siano ancora inadeguati, col risultato che poi il Giudice, deve procurarsi autonomamente gli strumenti storici necessari per affrontare questioni anche di particolare delicatezza. Varrebbe la pena, credo, di aggiungere qualche materia e qualche corso in più a quelli che si fanno su temi rigorosamente giuridici, al centro e nelle sedi periferiche, con particolare riferimento alle cennate tematiche, sotto il profilo storico-politico e sotto quello strettamente giudiziario (ad esempio, sulla legge “Scelba” e sulla legge “Mancino”). Io credo che sarebbe tutt’altro che superfluo; anzi sarebbe sicuramente utile e proficuo per i giudici di “prima linea” che si trovano talora ad affrontare questioni più grandi e complesse delle loro stesse conoscenze.
Carlo Smuraglia, presidente nazionale dell'Anpi
FONTE: A.N.P.I. NAZIONALE