Ente Morale D.L. 5 aprile 1945, n. 224

Ente Morale D.L. 5 aprile 1945, n. 224
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Sulla “Coalizione sociale” di Landini piena attenzione dell'Anpi ma non adesione

25 marzo 2015
Il Comitato nazionale ANPI che si è riunito il 24 marzo a Roma ha discusso anche della “Coalizione sociale” e della manifestazione FIOM del 28 marzo.
L'esame è stato ampio e approfondito ed è terminato con l’approvazione, all’unanimità, delle conclusioni del presidente nazionale Smuraglia.
Da quelle conclusioni sarà estratto un documento, già definito nelle sue linee generali.
Eccone una sommaria sintesi.
Si ribadisce l’impegno e l’attenzione dell’ANPI su alcuni temi di fondo: la necessità di una rigenerazione della politica; l’esigenza di attuare la Costituzione, nei suoi princìpi, nei suoi valori e nelle sue norme specifiche, in tema di lavoro (sottolineando che il problema non è quello di mutare le regole, ma quello di creare occupazione “dignitosa” e di venire incontro alle necessità di tante famiglie ridotte sull’orlo della povertà); l’esigenza di collocare fra le priorità non solo il diritto allo studio, ma anche la scuola, come preparazione alla cittadinanza attiva; il sostegno e l’appoggio all’effettività di tutti i diritti, da quelli tradizionali, civili e politici, a quelli sociali ed a quelli universali e umani; l’affermazione della legalità, non solo come rispetto della Costituzione e delle leggi (art. 54 della Costituzione), ma anche come rispetto delle regole della civiltà, della convivenza civile, della solidarietà; l’attuazione piena dell’art.53 della Costituzione, che prevede il concorso di tutti alla spesa pubblica, proporzionalmente al proprio reddito; il rafforzamento della rappresentanza, in modo da consentire il pieno esercizio della sovranità popolare.
Tutto questo sta nel DNA dell’ANPI e ne costituisce, con la memoria attiva, l’impegno e l’obiettivo fondamentale.
Essenziale, però, è anche l’autonomia, intesa come condizione fondamentale e imprescindibile per esercitare quella “coscienza critica” che è indicata dal documento politico del Congresso come una delle funzioni principali dell’Associazione. Un’autonomia che non significa isolamento, ma anzi implica confronto e interlocuzione con tutti i protagonisti della vita politica e sociale; nonché attenzione e rispetto nei confronti di quanti, singoli o associazioni, si ispirano a valori condivisibili e presi dall’ANPI a base della propria azione.
In questo contesto, è chiaro che l’ANPI non può aderire a progetti politici e/o sindacali, che investano anche organizzativamente l’insieme dei problemi che affliggono la società contemporanea, soprattutto in un Paese tormentato come il nostro. Piena attenzione, dunque, rispetto a chi cerca di smuovere la morta gora della politica del nostro Paese, di restituire ai cittadini la volontà di partecipare alla vita consociata, nonché a chi si propone obiettivi in buona parte condivisibili in quanto affini a quelli tipici, come si è detto, del DNA dell’ANPI.
Dall’iniziativa in corso, l’ANPI deve trarre spunto non per integrarsi in un complesso di associazioni o di persone, ma per innovarsi, per ampliare ed irrobustire le proprie azioni in tutti i campi, per affrontare meglio il presente ed il futuro. Questo vale, in modo particolare, per il tema dell’antifascismo sul quale c’è ancora molto da approfondire e da agire, contro il diffondersi di pratiche ed iniziative che si richiamano, comunque, ad un passato che non può e non deve tornare mai più.
Bisogna, soprattutto, agire nei confronti dello Stato e delle istituzioni, perché adempiano al loro dovere di rappresentare, sostenere e diffondere i princìpi e i valori dell’antifascismo e della democrazia, come rappresentati nella Carta costituzionale. Su questo piano, non c’è bisogno di altre formazioni o di inventare nulla di nuovo: l’ANPI è già in campo, da sempre, al vertice e in periferia. Si può cogliere l’auspicio di irrobustire ancora questa azione e di non farlo da soli; ma restando nel solco di ciò che ci indicano il nostro passato, la nostra tradizione ed il nostro Statuto. Quanto alla manifestazione del 28 marzo, che sembra avere un carattere sindacale, ma inteso in senso espansivo, l’ANPI condivide molti degli obiettivi e li sostiene, ma - come ha sempre fatto nel passato - conserva, ancora una volta, la propria autonomia, pur esprimendo la massima solidarietà ed augurando successo alla manifestazione.
Il Comitato nazionale ha condiviso questa impostazione ed ha convenuto sul fatto che essa costituisce la linea e l’orientamento dell’Associazione; va, peraltro, ricordato che il documento politico del congresso ha spiegato che “le questioni cosiddette di orientamento” sono decisive per un lineare svolgimento della vita associativa, per salvaguardare l’identità dell’ANPI e delle sue politiche e perché ci sia, sempre e ovunque, dell’Associazione la giusta percezione da parte dell’opinione pubblica.
Questi princìpi ed il “senso di appartenenza” devono contraddistinguere un’Associazione come la nostra, indicando facilmente le regole di comportamento, suggerendo di non discostarsi dalla “linea”, non per il timore di ipotetici provvedimenti, ma per coerenza con la volontà espressa al momento dell’adesione ad una Associazione che ha tradizioni forti e valori importanti, ma anche uno Statuto ed un Regolamento, dai quali non è possibile prescindere.
FONTE: A.N.P.I. NAZIONALE
71° ANNIVERSARIO 
DELL'ECCIDIO DELLA BENEDICTA

29 MARZO 2015

ORE 9,30 CONCENTRAMENTO PRESSO IL SACRARIO
DEPOSIZIONE CORONE
E CORTEO DAL SACRARIO AL CORTILE DELLA BENEDICTA
S.MESSA CELEBRATA DAL SAC. GIAMPIERO ARMANO

saluti:



ANDREA FOCO - Pres. dell' Ass. Memoria della Benedicta
PASQUALE CINEFRA - A.N.P.I. Provinciali di Alessandria  e Genova
STEFANO PERSANO - Sindaco di Bosio
MARIA RITA ROSSA - Sindaco di Alessandria

orazione ufficiale
PIERO FOSSATI
gia' Commissario straordinario della Provincia di Genova


Chi ha deciso di dare una medaglia a un ufficiale fascista?

16 marzo 2015
Nel 70° della liberazione, a Montecitorio, viene consegnata una medaglia a ricordo di un ufficiale fascista della Repubblica di Salò? Sembra incredibile ma è proprio così. Chi ha deciso di concedere il riconoscimento alla memoria di Paride Mori, del battaglione "Benito Mussolini" che combattè a finco delle SS naziste?
E con quali criteri? Domande inquietanti che pretendono risposte certe e rapide. Esigenza di cui si fa interprete Carlo Smuraglia, presidente nazionale dell'Anpi:

"Ho appreso dalla stampa la notizia della consegna di una medaglia, in una sala della Camera dei deputati, dove si trovavano anche il Presidente della Repubblica e la Presidente della Camera, ad un fascista della Repubblica di Salò. La notizia appariva così incredibile (e grave) che sono stato lieto di apprendere, da una dichiarazione emanata dalla Presidenza della Camera, che la Presidente Boldrini non aveva dato alcun premio, né aveva in alcun modo concorso ad individuare il nome del “premiato” tra quelli meritevoli di onorificenza (sono parole pressoché testuali del comunicato della Presidenza della Camera). Altrettanto credo sia accaduto per il Presidente Mattarella, ma non è possibile anticipare nulla al riguardo, finché non ci sarà qualche comunicazione da parte del Quirinale".
"Di certo - commenta Smuraglia - un’onorificenza è stata consegnata dal Sottosegretario Delrio e dunque a nome della Presidenza del Consiglio. Anche il Sottosegretario ignorava tutto? Sembrerebbe impossibile; comunque, chi ha proposto e deciso quella onorificenza proprio nell’anno del 70° anniversario della Resistenza? A quali criteri ha obbedito la speciale Commissione che valuta per la Presidenza del Consiglio le onorificenze? È veramente difficile accontentarsi della prospettazione di un “errore”, a fronte di situazioni che imporrebbero una vera sensibilità democratica. Pensiamo che su questo debba essere fatta chiarezza assoluta ed al più presto. Altrimenti dovremmo pensare che la Presidenza del Consiglio, che si propone di celebrare il 25 aprile e il 70° è disponibile, al tempo stesso, a riconoscere “i meriti” di chi militò dalla parte della dittatura, del fascismo, della persecuzione degli ebrei, degli antifascisti e dei “diversi”. Davvero, tutto questo appare inconcepibile; l’ANPI attende, comunque, chiarimenti precisi e definitivi e, soprattutto, che ognuno si assuma le responsabilità che gli competono. Dopo di che, prenderemo – a ragion veduta – le nostre posizioni di antifascisti e di combattenti per la libertà, che non conoscono né tentennamenti né ambiguità, ma si riconoscono nella vera storia del nostro Paese e nella Costituzione che lo regola e pretendono che altrettanto facciano le istituzioni.
FONTE: A.N.P.I. NAZIONALE

Commemorazione 

ECCIDIO DI CRAVASCO (Ge) 





Domenica 22 Marzo 2015
Ore 9,15 - raduno dei partecipanti presso 
la piazza della Chiesa
Ore 9,30 - S. Messa in suffragio
Ore 10,15 - Deposizione corone e orazione ufficiale di
PAOLA GUIDI
Sindaco di Campomorone


“Le donne nella Resistenza”

Savona / 7 marzo 2015
Nel 70° anniversario della Liberazione e in occasione dell’8 marzo, giornata internazionale della donna
L'ANPI provinciale e il Comitato territoriale ARCI di Savona invitano
SABATO 7 MARZO 2015
S.M.S. “F.Leginese” (Milleluci)
“Le donne nella Resistenza”
Programma:
Ore 17,15 - presentazione del libro:
“Ci chiamavano libertà. Partigiane e resistenti in Liguria 1943-1945”
Autrice, la giornalista di “Repubblica” Donatella ALFONSO, che sarà presente all’evento
La Resistenza attraversa le vite di migliaia e migliaia di donne, ragazze e bambine, nell’Italia occupata, tra l’8 settembre del ’43 e la Liberazione.
Fra le altre, sono raccontate le storie delle partigiane: Mariuccia FAVA “Asta” e Rosalda PANIGO “Pina”
Ore 18,30 - spettacolo teatrale
"Diario di una donna"
dal diario di Nonna Giuseppina e tratto dal monologo teatrale “Calafrica”
di e con Manuela VALENTI
Diario di una donna è la narrazione di una donna realmente vissuta negli anni dell’occupazione fascista in Italia. Nonna Peppina lascia traccia di sé e della sua numerosa famiglia in un diario che ne racconta le gesta e le avversità in tutta la semplicità di una donna del Sud migrata a Genova.
Ore 20,00 - cena (per info e prenotazioni 019/862191)
FONTE: A.N.P.I. NAZIONALE

Ricordando Onorina Brambilla

Milano / 6 marzo 2015
“Le donne nella Resistenza sono ovunque. Ricoprono tutti i ruoli. Sono staffette, portaordini, infermiere, medichesse, vivandiere, sarte. Diffondono la stampa clandestina. Trasportano cartucce ed esplosivi nella borsa della spesa. Sono le animatrici degli scioperi nelle fabbriche. Hanno cura dei morti. Compongono i loro poveri corpi e li preparano alla sepoltura. Un certo numero di donne imbraccia le armi. […] Tuttavia le donne non hanno ottenuto quei riconoscimenti che meritavano”.
La Sezione ANPI di Inveruno "Martino Barni" in collaborazione con il Comune di Inveruno
in occasione della Festa della Donna
invita a ricordare la figura di
Onorina Brambilla Pesce
Venerdì 6 marzo 2015 - ore 21,00
Sala Virga - Biblioteca di Inveruno
ROBERTO FARINA, con il contributo del Prof. PIETRO PITTINI
racconterà la vita di Onorina Brambilla, compagna dell'indimenticato Comandante Partigiano Giovanni Pesce "Visone", e rievocherà le memorie di una donna e di una partigiana: dall'arresto a Milano, alle torture nel campo si Bolzano.
Il cantautore ANDREA SIGONA regalerà vibranti suggestioni alla serara.

A 40 anni dalla strage dell'Italicus

Bologna / 6 marzo 2015

Nel 70° anniversario della Liberazione la Sezione ANPI di Imola, CIDRA-Resistenza e Storia Contemporanea e Università Aperta Imprese e Professioni invitano alla presentazione del libro:
ITALICUS: MAFIA E TERRORISMO NEGLI ANNI DELLA REPUBBLICA
a 40 anni dalla strage dell'Italicus
Venerdì 6 marzo 2015 - ore 17,30
Sala delle Stagioni
via Emilia, 25 - Imola
Saranno presenti gli autori:
PAOLO BOLOGNESI, Presidente Associazione Vittime strage del 2 agosto 1980
ROBERTO SCARDOVA, Giornalista
presiede:   Filippo Samachini, ANPI Imola
Nel corso dell' incontro sarà in vendita il libro presentato.
FONTE: A.N.P.I. NAZIONALE

A Carpi dal 30 maggio al 2 giugno la festa nazionale dell'Anpi

12 febbraio 2015
Museo del Deportato - Carpi
La festa nazionale dell'Anpi quest'anno si svolgerà a Carpi. Inizierà il 30 maggio e si concluderà, non casualmente, il 2 giugno, giorno dedicato alla Repubblica e alla Costituzione.
L'annuncio è stato dato dal presidente nazionale dell'Anpi, Carlo Smuraglia, con una lettera inviata ai presidenti dei Comitati provinciali ANPI, ai fiduciari, alle sezioni all’estero, ai coordinatorir regionali, ai responsabili aree territoriali e ai componenti del Comitato nazionale.                                  

Questo il testo:

Carissime e carissimi,
dopo lunga riflessione e attenta valutazione delle varie proposte in campo, la Segreteria nazionale si è orientata – per la Festa nazionale – per la sede di Carpi (MO), non solo per ragioni di logistica, (anche se ottima), ma soprattutto per il significato politico.
E’ il 70° e dunque fare la Festa in un luogo di antifascismo e di democrazia, a brevissima distanza dal Campo di Fossoli, un campo gestito da fascisti e di “smistamento” per destinazioni terribili, come i campi di sterminio della Germania, assume un significato particolarmente pregnante. Anche perché da quel campo sono passati tutti coloro che erano considerati “nemici” del fascismo o comunque  meritevoli di annullamento; per cui non si fa riferimento, pensando a Fossoli, esclusivamente alla deportazione, ma anche all’impegno antifascista di tanti tristemente condannati alla morte (non pochi nello stesso campo).
Faremo, dunque, a Carpi una Festa particolarmente impegnata sui temi dell’antifascismo e della barbarie dei fascisti e dei tedeschi; e dedicheremo i forum che stiamo già preparando, alle questioni più rilevanti ed attuali sul piano politico.
La Festa si svolgerà dal 30 maggio al 2 giugno e si concluderà, non a caso, proprio nel giorno dedicato alla Repubblica e alla Costituzione.
Vi invito a sentirvi impegnati, sin d’ora, per la piena riuscita della Festa.
Cari saluti.

Il presidenteCarlo Smuraglia
link permanente a questa pagina: http://anpi.it/a1290/