Ente Morale D.L. 5 aprile 1945, n. 224

Ente Morale D.L. 5 aprile 1945, n. 224
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Proibire le manifestazioni di Forza Nuova

Appello del presidente nazionale dell'Anpi al ministro degli Interni
"È una vergogna!". Questo il primo commento del presidente nazionale dell'Anpi, Carlo Smuraglia, sulla notizia che il movimento neofascista "Forza Nuova" ha deciso di scendere in piazza in molte città il prossimo 29 settembre.
"Già da tempo denunciamo - spiega Smuraglia - il rifiorire di rigurgiti fascisti, in tante forme, ma sempre con i soliti vessilli, i soliti richiami a ideologie fasciste e naziste, da tempo sconfitte e superate. Adesso, abbiamo la concomitanza di undici manifestazioni in altrettante piazze; e per parlare di futuro, ma soprattutto di rivoluzione. Ci sarà qualcuno che abbia il coraggio di vietarle? Ci sarà qualcuno nelle istituzioni pubbliche che abbia chiara la concezione che emerge da tutta la Carta Costituzionale, di assoluta contrarietà ad ogni forma di fascismo? Ci sarà qualcuno che ricorderà che il fascismo è anche quello delle leggi razziali e delle persecuzioni contro gli ebrei e che questo basta, da solo, per rendere penalmente illegittima, ai sensi della legge Mancino, qualunque manifestazione che a quella ideologia si richiami, o ne faccia apologia o mostri di volerne continuare, in qualunque forma, la tragica esperienza? Ci sarà qualcuno che comprende la gravità della parola rivoluzione, specialmente in bocca  di forze fasciste? " 
"Vorremmo tanto che fosse così, che Governo, Ministero degli interni, Prefetti, Questori avessero sotto mano la  Carta Costituzionale e  verificassero l'incompatibilità con essa delle manifestazioni preannunziate, traendone le conseguenze. Soprattutto, vorremmo che si considerasse che non si tratta (solo) di un problema di ordine pubblico, ma di coerenza con i principi costituzionali".
Smuraglia manda una precisa richiesta alle autorità competenti: "Chiediamo di essere coerenti con la Costituzione a cui hanno giurato fedeltà e di impedire lo scempio che si intende proporre nelle nostre città e particolarmente in quelle che tanto hanno sofferto per colpa del fascismo e che hanno sempre dimostrato una netta e precisa volontà antifascista".  
"Un appello particolare - precisa il presidente dell'Anpi - lo rivolgiamo al Ministro degli Interni, che in varie occasioni ha mostrato saggezza e coerenza democratica: intervenga e faccia il suo dovere, impartendo le opportune disposizioni per tranquillizzare i tanti cittadini che fremono al solo ricordo del fascismo e non tollerano che chicchessia ce ne riproponga  l'immagine ed i simboli, arricchendoli con propositi rivoluzionari?".  
Naturalmente conclude Smuraglia "noi vigileremo, per parte nostra; ma il compito fondamentale è di chi è stato delegato a garantire, ad ogni livello, l'assoluto rispetto dei fondamenti e dei principi di una Costituzione profondamente e intrinsecamente antifascista". "La democrazia deve essere difesa e garantita, prima di tutto,  da parte dei pubblici poteri. Ad essi ci rivolgiamo perché vogliano e sappiano svolgere il ruolo che loro spetta in un Paese democratico".
FONTE A.N.P.I. NAZIONALE

25 SETTEMBRE 1896 - 25 SETTEMBRE 2012
ANNIVERSARIO DELLA NASCITA DI SANDRO PERTINI



L'A.N.P.I. di Genova Pra' lo vuole ricordare riportando il suo celebre discorso effettuato in Piazza della Vittoria pochi giorni prima del 30 giugno 1960.



Gente del popolo, partigiani e lavoratori, genovesi di tutte le classi sociali. Le autorità romane sono particolarmente interessate e impegnate a trovare coloro che esse ritengono i sobillatori, gli iniziatori, i capi di queste manifestazioni di antifascismo. Ma non fa bisogno che quelle autorità si affannino molto: ve lo dirò io, signori, chi sono i nostri sobillatori: eccoli qui, eccoli accanto alla nostra bandiera: sono i fucilati del Turchino, della Benedicta, dell'Olivetta e di Cravasco, sono i torturati della casa dello Studente che risuona ancora delle urla strazianti delle vittime, delle grida e delle risate sadiche dei torturatori. Nella loro memoria, sospinta dallo spirito dei partigiani e dei patrioti, la folla genovese è scesa nuovamente in piazza per ripetere "no" al fascismo, per democraticamente respingere, come ne ha diritto, la provocazione e l'offesa.
Io nego - e tutti voi legittimamente negate - la validità della obiezione secondo la quale il neofascismo avrebbe diritto di svolgere a Genova i1 suo congresso. Infatti, ogni atto, ogni manifestazione, ogni iniziativa, di quel movimento è una chiara esaltazione del fascismo e poiché il fascismo, in ogni sua forma è considerato reato dalla Carta Costituzionale, l'attività dei missini si traduce in una continua e perseguibile apologià di reato.
Si tratta del resto di un congresso che viene qui convocato non per discutere, ma per provocare, per contrapporre un vergognoso passato alla Resistenza, per contrapporre bestemmie ai valori politici e morali affermati dalla Resistenza.
Ed è ben strano l'atteggiamento delle autorità costituite le quali, mentre hanno sequestrato due manifesti che esprimevano nobili sentimenti, non ritengono opportuno impedire la pubblicazione dei libelli neofascisti che ogni giorno trasudano il fango della apologia del trascorso regime, che insultano la Resistenza, che insultano la Libertà.
Dinanzi a queste provocazioni, dinanzi a queste discriminazioni, la folla non poteva che scendere in piazza, unita nella protesta, né potevamo noi non unirci ad essa per dire no come una volta al fascismo e difendere la memoria dei nostri morti, riaffermando i valori della Resistenza.
Questi valori, che resteranno finché durerà in Italia una Repubblica democratica sono: la libertà, esigenza inalienabile dello spirito umano, senza distinzione di partito, di provenienza, di fede. Poi la giustizia sociale, che completa e rafforza la libertà, l'amore di Patria, che non conosce le follie imperialistiche e le aberrazioni nazionalistiche, quell'amore di Patria che ispira la solidarietà per le Patrie altrui.
La Resistenza ha voluto queste cose e questi valori, ha rialzato le glorie del nostro nuovamente libero paese dopo vent'anni di degradazione subita da coloro che ora vorrebbero riapparire alla ribalta, tracotanti come un tempo. La Resistenza ha spazzato coloro che parlando in nome della Patria, della Patria furono i terribili nemici perché l'hanno avvilita con la dittatura, l'hanno offesa trasformandola in una galera, l'hanno degradata trascinandola in una guerra suicida, l'hanno tradita vendendola allo straniero. Noi, oggi qui, riaffermiamo questi principi e questo amor di patria perché pacatamente, o signori, che siete preposti all'ordine pubblico e che bramate essere benevoli verso quelli che ho nominato poc'anzi e che guardate a noi, ai cittadini che gremiscono questa piazza, considerandoli nemici della Patria, sappiate che coloro che hanno riscattato l'Italia da ogni vergogna passata, sono stati questi lavoratori, operai e contadini e lavoratori della mente, che noi a Genova vedemmo entrare nelle galere fasciste non perché avessero rubato, o per un aumento di salario, o per la diminuzione delle ore di lavoro, ma perché intendevano battersi per la libertà del popolo italiano, e, quindi, anche per le vostre libertà.
E' necessario ricordare che furono quegli operai, quegli intellettuali, quei contadini, quei giovani che, usciti dalle galere si lanciarono nella guerra di Liberazione, combatterono sulle montagne, sabotarono negli stabilimenti, scioperarono secondo gli ordini degli alleati, furono deportati, torturati e uccisi e morendo gridarono "Viva l'Italia", "Viva la Libertà". E salvarono la Patria , purificarono la sua bandiera dai simboli fascista e sabaudo, la restituirono pulita e gloriosa a tutti gli italiani.
Dinanzi a costoro, dinanzi a questi cittadini che voi spesso maledite, dovreste invece inginocchiarvi, come ci si inginocchia di fronte a chi ha operato eroicamente per il bene comune.
Ma perché, dopo quindici anni, dobbiamo sentirci nuovamente mobilitati per rigettare i responsabili di un passato vergognoso e doloroso, i quali tentano di tornare alla ribalta?
Ci sono stati degli errori, primo di tutti la nostra generosità nei confronti degli avversari. Una generosità che ha permesso troppe cose e per la quale oggi i fascisti la fanno da padroni, giungendo a qualificare delitto l'esecuzione di Mussolini a Milano. Ebbene, neofascisti che ancora una volta state nell'ombra a sentire, io mi vanto di avere ordinato la fucilazione di Mussolini, perché io e gli altri, altro non abbiamo fatto che firmare una condanna a morte pronunciata dal popolo italiano venti anni prima.
Un secondo errore fu l'avere spezzato la solidarietà tra le forze antifasciste, permettendo ai fascisti d'infiltrarsi e di riemergere nella vita nazionale, e questa frattura si è determinata in quanto la classe dirigente italiana non ha inteso applicare la Costituzione là dove essa chiaramente proibisce la ricostituzione sotto qualsiasi forma di un partito fascista ed è andata più in là, operando addirittura una discriminazione contro gli uomini della Resistenza, che è ignorata nelle scuole; tollerando un costume vergognoso come quello di cui hanno dato prova quei funzionari che si sono inurbanamente comportati davanti alla dolorosa rappresentanza dei familiari dei caduti.
E' chiaro che così facendo si va contro lo spirito cristiano che tanto si predica, contro il cristianesimo di quegli eroici preti che caddero sotto il piombo fascista, contro il fulgido esempio di Don Morosini che io incontrai in carcere a Roma, la vigilia della morte, sorridendo malgrado il martirio di giornate di tortura. Quel Don Morosini che è nella memoria di tanti cattolici, di tanti democratici, ma che Tambroni ha tradito barattando il suo sacrificio con 24 voti, sudici voti neofascisti.
Si va contro coloro che hanno espresso aperta solidarietà, contro i Pastore, contro Bo, Maggio, De Bernardis, contro tutti i democratici cristiani che soffrono per la odierna situazione, che provano vergogna di un connubio inaccettabile.
Oggi le provocazioni fasciste sono possibili e sono protette perché in seguito al baratto di quei 24 voti, i fascisti sono nuovamente al governo, si sentono partito di governo, si sentono nuovamente sfiorati dalla gloria del potere, mentre nessuno tra i responsabili, mostra di ricordare che se non vi fosse stata la lotta di Liberazione, l'Italia, prostrata, venduta, soggetta all'invasione, patirebbe ancora oggi delle conseguenze di una guerra infame e di una sconfitta senza attenuanti, mentre fu proprio la Resistenza a recuperare al Paese una posizione dignitosa e libera tra le nazioni.
Il senso, il movente, le aspirazioni che ci spinsero alla lotta, non furono certamente la vendetta e il rancore di cui vanno cianciando i miserabili prosecutori della tradizione fascista, furono proprio il desiderio di ridare dignità alla Patria, di risollevarla dal baratro, restituendo ai cittadini la libertà. Ecco perché i partigiani, i patrioti genovesi, sospinti dalla memoria dei morti sono scesi in Piazza: sono scesi a rivendicare i valori della Resistenza, a difendere la Resistenza contro ogni oltraggio, sono scesi perché non vogliono che la loro città, medaglia d'oro della Resistenza, subisca l'oltraggio del neofascismo.
Ai giovani, studenti e operai, va il nostro plauso per l'entusiasmo, la fierezza., il coraggio che hanno dimostrato. Finché esisterà una gioventù come questa nulla sarà perduto in Italia.
Noi anziani ci riconosciamo in questi giovani. Alla loro età affrontavamo, qui nella nostra Liguria, le squadracce fasciste. E non vogliamo tradire, di questa fiera gioventù, le ansie, le speranze, il domani, perché tradiremmo noi stessi. Così, ancora una volta, siamo preparati alla lotta, pronti ad affrontarla con l'entusiasmo, la volontà la fede di sempre.
Qui vi sono uomini di ogni fede politica e di ogni ceto sociale, spesso tra loro in contrasto, come peraltro vuole la democrazia. Ma questi uomini hanno saputo oggi, e sapranno domani, superare tutte le differenziazioni politiche per unirsi come quando l'8 settembre la Patria chiamò a raccolta i figli minori, perché la riscattassero dall'infamia fascista.
A voi che ci guardate con ostilità, nulla dicono queste spontanee manifestazioni di popolo? Nulla vi dice questa improvvisa ricostituita unità delle forze della Resistenza?
Essa costituisce la più valida diga contro le forze della reazione, contro ogni avventura fascista e rappresenta un monito severo per tutti. Non vi riuscì il fascismo, non vi riuscirono i nazisti, non ci riuscirete voi.
Noi, in questa rinnovata unità, siamo decisi a difendere la Resistenza, ad impedire che ad essa si rechi oltraggio.
Questo lo consideriamo un nostro preciso dovere: per la pace dei nostri morti, e per l'avvenire dei nostri vivi, lo compiremo fino in fondo, costi quello che costi.




Perché la fabbrica chiude la porta alla Costituzione?


Qui di seguito un commento di Carlo Smuraglia, presidente nazionale dell'Anpi, sul caso Fiat.
Fiat: ancora una volta la Costituzione sembra restare fuori, non tanto e solo dalle fabbriche, ma anche dagli uffici degli imprenditori – manager – finanzieri delle aziende di maggiore importanza. La notizia della settimana è che il grande “progetto” (Fabbrica Italia) di Marchionne, lanciato appena due anni fa, sarebbe messo in discussione, se non addirittura relegato a livello di una ipotesi molto vaga.
Ovviamente, questa non è una sorpresa per quanti (fra cui noi) avevano già pensato nel 2010, che si trattasse di quella che viene comunemente definita una “bufala”. La verità è che già da allora non si sono visti investimenti, non si sono viste macchine veramente competitive sul mercato; insomma, risolti (negativamente) i casi Pomigliano e Torino, tutto pareva definito, per Marchionne, che sembra guardare sempre di più oltre l’Atlantico.
È lecito tutto questo? O quanto meno, è ammissibile? Una corretta lettura dell’art. 41 della Costituzione (quello che infatti, alcuni
vorrebbero abolire, per avere ancora più mano libera), imporrebbe di rispondere di no. Dove va a finire l’utilità sociale di cui parla – appunto – l’art. 41 e a che cosa si riducono i limiti previsti dal legislatore costituente per l’iniziativa economica privata (obbligo di rispetto della sicurezza, libertà e dignità umana)?

Ma tant’è: ancora una volta la Costituzione sembra restare fuori, non tanto e solo dalle fabbriche, ma anche dagli uffici degli imprenditori – manager – finanzieri delle aziende di maggiore importanza. E questo è davvero grave, perché la situazione è quella che conosciamo e l’ipotesi del crollo di un segmento importante dell’attività produttiva, come la FIAT, è semplicemente spaventosa.
Dalla vicenda emergono, comunque, alcuni grandi insegnamenti:
- Il primo è diretto a coloro che credono (ed hanno creduto) alle roboanti parole ed ai solenni impegni di chi pensa, invece, soltanto agli affari suoi;
- Il secondo, a quelle organizzazioni sindacali che hanno ritenuto che cedere al ricatto rappresentasse comunque qualche vantaggio immediato, almeno per l’occupazione; quel “vantaggio”, realizzato peraltro a carissimo prezzo (divisioni sindacali, rinuncia a princìpi
fondamentali del nostro diritto del lavoro) sta rischiando di venire meno; insomma si sarebbe venduta l’anima per ben poco, a tutto vantaggio solo del diavolo;

- Il terzo è diretto al Governo, stranamente esitante anche solo a pronunciarsi e ad intervenire con energia; mancanza di coraggio di fronte ad una società che in Italia ha sempre avuto più ancora che rispetto, benefici e vantaggi? Oppure, una strana timidezza, per cui ci si può pronunciare per l’Alcoa, ma non per la Fiat?

Certo, la questione è di grande portata e meriterebbe che quegli insegnamenti fossero prontamente raccolti; che finalmente qualcuno si ricordasse dell’art. 41 della Costituzione e lo facesse valere; che il Governo intervenisse davvero con forza; che le divisioni sindacali
cessassero (sempre meglio un po’ di resipiscenza che il perseverare nell’errore); che i partiti – dimentichi per un attimo delle solite diatribe – prendessero posizione e producessero atti e comportamenti anche in Parlamento.

Se così non fosse, vorrebbe dire che si preferisce aspettare quell’autunno caldo (esplosivo) di cui ho parlato nella news precedente, e che di fronte al disastro si preferisce nascondere il capo sotto l’ala, come lo struzzo. Noi non ci rassegniamo e continueremo ad insistere perché ognuno faccia la sua parte; intanto, esprimiamo la nostra solidarietà ai lavoratori della Fiat, giustamente preoccupati del loro futuro. Forse non è un gran sollievo, ma è bene che sappiano che in ogni frangente l’ANPI sarà al loro fianco, a battersi – ancora una volta – per la difesa dei princìpi costituzionali e per la salvaguardia dei diritti e della dignità di chi lavora.
FONTE A.N.P.I. NAZIONALE

"Donne Resistenti" a Roma

Roma / 27 - 28 settembre 2012

Il Museo storico della Liberazione di Via Tasso 145 a Roma presenta: 
"DONNE R-ESISTENTI" - Una lettura di genere della persecuzione nazi-fascista contro le donne
A conclusione del progetto europeo “Female R/EXistence”, il Servizio Civile Internazionale organizza dal 24 al 30 Settembre 2012 una serie di eventi pubblici per condividere riflessioni, testimonianze e esperienze di lotte femminili tra ieri e oggi, dal periodo nazi-fascista all'attualità.
Sono in programma quattro serate ad entrata gratuita a Roma, presso l’occupazione di donne “Lucha y Siesta” a Cinecittà, al “Nuovo Cinema Palazzo” nel quartiere di San Lorenzo e all’interno del progetto “La Città dell’Utopia” in zona San Paolo. Ciascuna sarà arricchita da contributi artistici (musicali e teatrali), proiezione di documentari, dibattiti e riflessioni aperte con il contributo di studiosi, esperti di storia e di genere.
Durante la settimana del 24 settembre, oltre le serate pubbliche, si terrà un seminario internazionale con 20 partecipanti provenienti da Germania, Ungheria, Grecia e Italia. Assieme approfondiranno le tematiche, incontreranno ex-partigiane, parteciperanno ad un workshop su Donne e Violenza, visiteranno il Museo storico della Liberazione di Via Tasso e le Fosse Ardeatine, conosceranno la Garbatella partigiana e le realtà socio-culturali Italiane che sperimentano, oggi, lotte e resistenze a partire da un punto di vista di genere.
Le serate pubbliche così come il seminario internazionale sono organizzate dal Servizio Civile Internazionale, in collaborazione con il Museo storico della Liberazione di Via Tasso a Roma, l’ASAL (Associazione Studi America Latina), la Casa Internazionale delle Donne, l’Associazione MIA, il Municipio X di Roma, Utilapu (Ungheria), SCI Hellas (Grecia) e SCI Germania.
IL MUSEO STORICO DELLA LIBERAZIONE PARTECIPA E PROMUOVE, IN PARTICOLARE, LE SEGUENTI INIZIATIVE
Giovedì 27 settembre - Presso “Nuovo Cinema Palazzo” - dalle ore 19,30 - Aperi-Cena
“MEMORIA INDIFFERENTE - LE DONNE DELLA RESISTENZA”
Spettacolo di narrazione a fumetti, di Gianluca Foglia (Fogliazza)
Introduzione Riccardo Carraro, Segretario nazionale SCI Italia
Presentazione Antonio Parisella, presidente del Museo Storico della Liberazione di Via Tasso
A concludere Concerto di Nicoletta Salvi, Menestrella Femminista
Venerdì 28 settembre - sala conferenze del Museo storico della Liberazione
DONNE RESISTENTI NELLA CITTA’ PRIGIONIERA. ROMA 1943-'44
Seminario in lingua italiana e inglese (con traduzione).  Posti limitati
ore 9,30 - saluto di Stefania Pizzolla, presidente SCI Italia
 Antonio Parisella: “Violenza, donne Resistenza”
Lalla Di Cerbo - Gemma Luzzi: “ Donne resistenti nella città prigioniera. Roma 1943-'44”
Giovanna Valori: visita guidata in inglese al Museo
Testimonianze di Vera Michelin Salomon (partigiana romana deportata)  e di Teresa Vergalli (staffetta partigiana nell’Appennino Reggiano)
Indirizzi location
Nuovo Cinema Palazzo - Piazza dei Sanniti (San Lorenzo)
Museo storico della Liberazione, Via tasso 145 (metro A, stazione Manzoni)
Contatti Organizzazione
 Servizio Civile Internazionale-Italia - Via Cruto 43 - 00146 Roma - Tel: 06 5580644 - Cell: 346 5019990 - Sito web: www.sci-italia.it - e-mail: comunicazione@sci-italia.it 
Museo storico della Liberazione - 00181 Roma, Via Tasso 145 - tel. 067003866, fax 0677203514 - web: htpp://www.museoliberazione.it
FONTE A.N.P.I. NAZIONALE

Ingroia alla Festa Anpi

Alessandria / 26 settembre 2012
Mercoledì 26 settembre, alle ore 17,30, presso Palazzo Monferrato - Via San Lorenzo 21- nell'ambito della 4° festa ANPI di Alessandria, Paolo Filippi, Presidente della Provincia, Carla Nespolo, Vicepresidente nazionale dell’Anpi presentano il libro: "Palermo. Gli splendori e le miserie, l'eroismo e la viltà".
Il dott. Antonio Ingroia, Procuratore Aggiunto Antimafia di Palermo, sarà intervistato da Piero Bottino, direttore de “La Stampa” di Alessandria e Roberto Gilardengo, direttore de “Il Piccolo”.
Sarà presente il Sindaco di Alessandria.

FONTE A.N.P.I. NAZIONALE

69° anniversario della Battaglia di Bosco Martese

Teramo / 25 settembre 2012

Il Comitato Provinciale dell' ANPI di Teramo, in collaborazione con la Provincia di Teramo e il Comune di Rocca S. Maria (TE), organizza
Martedì 25 Settembre 2012
il 69° anniversario della Battaglia di BOSCO MARTESE (25 settembre 1943)
"La prima battaglia campale della Resistenza Italiana"
Programma:
Ore 10.00  Piazzale del Ceppo - Rocca S. Maria (TE)
RADUNO PARTECIPANTI - PARTENZA CORTEO CELEBRATIVO 
Ore 10.30  Monumento al Partigiano - Bosco Martese
DEPOSIZIONE CORONA D'ALLORO AI CADUTI PARTIGIANI
COMMEMORAZIONE DELLA BATTAGLIA DI BOSCO MARTESE
Saluti: MIRKO DE BERARDINIS, Segretario Provinciale ANPI Teramo
 Interventi: ANTONIO TOPITTI, Presidente Sezione ANPI "M. Mobili" di Teramo
 Dott.ssa STEFANIA GUERRIERI, Sindaco di Rocca Santa Maria (TE)
Dott. MAURO MARTINO, Presidente Consiglio Provinciale Teramo
Conclusioni: Sen. ANTONIO FRANCHI, Presidente Provinciale ANPI Teramo
Saranno presenti i Familiari delle vittime, Autorità civili e militari, Associazioni combattentistiche e d'Arma, Partigiani.
FONTE A.N.P.I. NAZIONALE
AVELLINO: FORZA NUOVA IN CORTEO, GLI ANTIFASCISTI SI MOBILITANO



Avellino: Forza Nuova in corteo, gli antifascisti si mobilitanoForza Nuova ha indetto per i prossimi giorni una serie di cortei 'in camicia bianca' (quella nera la indosseranno sotto?) in giro per l'Italia. Uno di questi ad Avellino, contro la crisi economica. Gli antifascisti preparano le contromisure. 
L'organizzazione neofascista Forza Nuova ha annunciato un corteo ad Avellino per il prossimo 29 settembre indetto "contro la crisi economica (...) in un giorno fatidico". Giorno fatidico, afferma il movimento di estrema destra, in quanto quindicesimo anniversario della sua fondazione e "giorno di San Michele Arcangelo sotto la cui protezione Forza Nuova si pone" (!).
Le organizzazioni e i collettivi antifascisti della città stanno decidendo una serie di mobilitazioni e intanto hanno indirizzato un messaggio al sindaco della città, Giuseppe Galasso. 


"Apprendiamo da internet che Forza Nuova, formazione politica xenofoba, che fa esplicito richiamo al fascismo, ha annunciato per il 29 settembre lo svolgimento di un corteo regionale ad Avellino.
Dal comunicato si apprende come si voglia tenere questo raduno per celebrare la data fondativa del partito di Roberto Fiore e Massimo Morsello, sorto nel 1997, ed allo stesso tempo celebrare san Michele Arcangelo, protettore del movimento filonazista rumeno, la Guardia di ferro, fondato da Corneliu Zelea Codreanu.
La XII Disposizione transitoria e definitiva della Costituzione della Repubblica italiana fa esplicito divieto di apologia di fascismo. Con essa, esistono la Legge Scelba n. 645 del 1952 e la Legge Mancino n. 205 del 1993 che estendono il reato di apologia di fascismo e puniscono severamente il richiamo a qualsiasi forma di apologia di nazismo e razzismo.
Per tanto chiediamo al sindaco di Avellino di non dare nessuna agibilità politica a FN nella nostra città."


FONTE CONTROPIANO.ORG

Delle Chiaie ospite nella sala della Provincia
A Catanzaro i partigiani insorgono contro l'ente

L'esponente di estrema destra presenta il suo libro sugli anni di piombo. E dall'Anpi arriva un duro attacco contro la presidente Wanda Ferro accusata di fare «lezioni di storia»: «Può presiedere un’istituzione democratica grazie alla lotta di chi ha liberato l’Italia dalla dittatura fascista»

Stefano Delle Chiaie

CATANZARO - La presenza venerdì scorso a Catanzaro di Stefano Delle Chiaie, ospite di un appuntamento organizzato nella sala consiliare della Provincia, fa infuriare i partigiani. In una nota, l’Anpi, l’Associazione Partigiani d’Italia contesta l'iniziativa e attacca la presidente Wanda Ferro.  «Abbiamo appreso della presenza del fascista plurinquisito Delle Chiaie a Catanzaro – dice Mario Vallone, presidente provinciale Anpi –. Stendiamo un velo pietoso su alcuni partecipanti. Il fatto grave sono le "Lezioni di Storia" della Presidente della Provincia».
Delle Chiaie è arrivato in Calabria per presentare il suo libro "L'aquila e il condor", incentrato sugli anni di piombo visti con gli occhi di un protagonista: dalla strage di piazza Fontana a quella di Bologna passando per il golpe Borghese. Passaggi storici per i quali l'esponente di estrema destra è stato indagato, ma poi assolto. Il suo nome appare in tutte le vicende più controverse del Paese, ma anche in attività paramilitari in Sudamerica. 
Aspetti che agli occhi dei partigiani hanno reso inopportuna l'ospitalità offerta da Wanda Ferro, definita nella nota dell'Anpi «rappresentante fino a prova contraria di un’istituzione democratica che lei può presiedere grazie alla lotta dei Partigiani che hanno liberato l’Italia dalla dittatura fascista» 

FONTE IL QUOTIDIANO DELLA CALABRIA
68° ANNIVERSARIO BATTAGLIA DELLA PANCALERA


68° Anniversario della Battaglia di Lesignano

Parma / 22 settembre 2012
Il 20 settembre 1944 un reparto della 3° Brigata Julia “Artoni” al comando di Arndt Lauritzen (Paolo il Danese) attaccò il presidio tedesco di Lesignano. Nel cruento scontro caddero cinque partigiani, quattro dei quali ex prigionieri sovietici di nazionalità georgiana. Vi furono anche due vittime civili, fortuitamente coinvolte nella sparatoria. 
Il 68° anniversario della Battaglia di Lesignano verrà ricordato
sabato 22 settembre 2012 
Programma:
ORE 10.30 - Raduno dei partecipanti in Via Mons. Triani in Lesignano de’ Bagni
Saluto del Sindaco Giorgio CAVATORTA
Deposizione di corona al cippo e onoranze ai Caduti
ORE 11.00 - Sala del Consiglio comunale
Orazione ufficiale della Professoressa Gabriella MANELLI, Presidente ANPI Provinciale
Sul tema “LE DONNE NELLA RESISTENZA”
FONTE A.N.P.I. NAZIONALE

68° Anniversario della Liberazione di Rimini

Rimini / 19 - 21 settembre 2012
68° Anniversario della Liberazione di Rimini - Città di Rimini Medaglia d’Oro al Valor Civile 
Cerimonia Ufficiale
Venerdì 21 settembre 2012
ore 11, 00 -  deposizione di corone al monumento ai Caduti nel cimitero di guerra del Commonwealth (sulla superstrada Rimini-San Marino)  
ore 11.30 - deposizione di corone al monumento ai Caduti in località Monte Cieco (via Santa Cristina)
Programma delle Celebrazioni
Mercoledì 19 settembre 2012
ore 17,00 -  Sala del Buonarrivo, corso d’Augusto, 231
presentazione del libro di Federicomaria Muccioli L’ultimo giallo sulla Linea Gotica: l’eroina di Rimini, Panozzo editore.
Ne parlerà con l’autore il prof. Angelo Turchini, direttore I.S.R. Rimini. L’iniziativa è promossa dall’Istituto per la Storia della Resistenza e dell’Italia Contemporanea di Rimini
Venerdì 21 settembre 2012
ore 21,00 -  Cineteca comunale, via Gambalunga 27
proiezione del filmato “La Battaglia di Rimini” (14’) prodotto da Tommaso Zavatta, vincitore del I premio di ricerca storica sulla città di Rimini “Amedeo Montemaggi” a seguire
proiezione del film “La Mia Bandiera, la Resistenza al Femminile” (52’) di Giuliano Bugani e Salvatore Lucchese
Sarà presente in sala Nera Neri, staffetta partigiana di Santarcangelo di Romagna
L’iniziativa è promossa con la collaborazione dell’Istituto per la Storia della Resistenza e dell’Italia Contemporanea di Rimini, dell’Anpi Rimini e del Coordinamento Donne di Rimini
Informazioni:
ANPI RIMINI - Sezione di Rimini - Via IV Novembre. 21 - 47921 Rimini (RN) 

"Non solo staffette"

Udine / 21 settembre 2012

Il Comune di Palmanova, in collaborazione con l'ANPI provinciale di Udine, presenta:
NON SOLO STAFFETTE
Donne Resistenti e Partigiane Combattenti
Venerdì 21 settembre 2012 - ore 20,30 
Caserma Piave - Via Renier, 2 - zona Borgo Cividale - Palmanova (UD) 
ingresso libero 
Iniziativa a sostegno della realizzazione di un Monumento dedicato alla donna partigiana nella Città Udine.
Letture di FEDERICA VINCENTI dal libro “Repressione antipartigiana in Friuli”, di IRENE BOLZON
Rappresentazione scenica:  “Diari di gemme e tempeste – Frammenti dai diari di donne della Resistenza”, di AIDA TALLIENTE, musiche di LEO VIRGILI
I Canti della Rivolta: CORO POPOLARE DELLA RESISTENZA di Udine 
Saluto del Sindaco di Palmanova FRANCESCO MARTINES 
Coordina ANTONELLA LESTANI, del Comitato provinciale ANPI A.N.P.I. Udine
informazioni: anpiudine@gmail.com - tel. 0432 504813 
FONTE A.N.P.I. NAZIONALE
NEL NOME DI "GINO" E DEI SUOI RAGAZZI



Comunicato StampaIntitolazione via al partigiano Rosario Bentivegna


E' stata accolta la proposta dell'ANPI di Roma di intitolare una via della nostra città al Partigiano Rosario Bentivegna, Medaglia d'Argento al Valor Militare, quale giusto riconoscimento a chi si è battuto per la Libertà, anche dei suoi detrattori.

L'Anpi di Roma vigilerà affinché quanto prima questa assunzione venga localizzata nel modo che il valore e la storia di Rosario Bentivegna meritano.

Roma, 14 settembre 2012

BOVES
19 SETTEMBRE 1943 - 19 SETTEMBRE 2012

NON IN MIO NOME
COMITATO AFFILE ANTIFASCISTA 
A.N.P.I. ROMA E PROVINCIA
23 SETTEMBRE 2012

E' MORTO SANTIAGO CARRILLO


E' morto oggi a Madrid all'eta' di 97 anni il leader comunista spagnolo Santiago Carrillo, ex segretario generale del PCE dal 1960 al 1982. Carrillo era malato da alcuni mesi ed era stato ricoverato a piu' riprese. Malgrado si fosse ritirato dalla politica attiva anni fa e malgrado le sue condizioni di salute, aveva continuato fino a poco tempo fa a collaborare con i mezzi di comunicazione e ad apparire in pubblico. Nato a Gijo'n nel 1915, Carrillo - che durante la guerra civile partecipo' alla difesa di Madrid - e' stato uno dei pionieri dell'eurocomunismo.

FONTE ADNKRONOS

In Lettonia un monumento alle SS
  • Sfilata di reduci della Legione lettone a Riga
    Un monumento ai soldati e ufficiali della cosiddetta “Legione lettone” delle Waffen SS, che combattè per Hitler durante la seconda guerra mondiale, è stato inaugurato venerdì nella cittadina lettone di Bauska, alla presenza delle autorità cittadine e di qualche parlamentare. La scritta sul monumento recita: “Ai difensori di Bauska contro la seconda occupazione sovietica”. La notizia, riportata dai giornali e tv locali, ha provocato forti reazioni nella comunità russofona che vive in Lettonia; parole di dura condanna sono venute da alcuni deputati dei partiti di sinistra (tra cui Andrei Klementyev, vice-speaker del parlamento lettone), e una protesta è arrivata anche dall’ambasciata russa a Riga. Le associazioni antinaziste hanno chiesto che il monumento venga quanto prima smontato e tolto dalla pubblica piazza per essere eventualmente collocato nel locale cimitero.
    La Legione lettone venne formata nel 1943 nell’ambito delle Waffen SS per essere immediatamente schierata nella lotta contro l’Armata rossa che stava prendendo l’iniziativa offensiva dopo Stalingrado. Comprendeva due divisioni, la 15ma e la 19ma, e arrivò ad arruolare circa 90mila uomini: venne impiegata per la prima volta in ruoli attivi durante l’assedio di Leningrado, nel 1943, e poi per la difesa contro l’avanzata delle forze sovietiche sul fronte baltico; fu una delle ultime ad arrendersi, nell’aprile 1945, dopo essere rimasta per mesi completamente circondata nella “sacca di Curlandia”. Parecchi reduci della legione continuano a riunirsi a Riga, ogni anno il 16 marzo, per celebrare una battaglia vittoriosa; le celebrazioni sono parte delle festività ufficiali nazionali, anche se nelle dizioni ufficiali non si fa parola della legione né delle SS e si parla soltanto di “combattenti lettoni”.
FONTE IL MANIFESTO

"Il confino fascista"

Reggio Emilia / 22 settembre 2012

Sabato 22 Settembre, alle ore 17, presso il Museo Cervi si terrà il primo incontro per il progetto dell'Istituto Cervi "La lettura rende liberi".
A questo primo appuntamento sarà presentato il libro di Camilla Poesio, "Il confino fascista. L'arma silenziosa del regime".
Si tratta di un argomento di cui molto si è parlato, ma sul quale quasi nulla è stato scritto: una punizione nata nell’Italia fascista, ma puntualmente applicata anche nella Germania nazista.Al termine verrà offerto un aperitivo.
Ufficio Stampa Museo Cervi
stampa@istitutocervi.it
tel.   0522 678356 
Istituto Alcide Cervi
- Museo Cervi
- Biblioteca-Archivio Emilio Sereni
- Parco Agroambientale
via f.lli Cervi 9, 42043 Gattatico (Reggio Emilia)
tel +39 (0)522 678356 - fax +39 (0)522 477491
museo@fratellicervi.it

FONTE A.N.P.I. NAZIONALE

Camminata partigiana "Ièn andà ai monti"

Massa e Carrara / 22 settembre 2012
Da Tavernelle ad Apella    ...”Ièn andà ai monti”
Camminata in un sentiero della Resistenza  
Sabato 22 Settembre 2012
PROGRAMMA 
“Con il Patrocinio dell’ISRA Istituto Storico della Resistenza Apuana”
Ore 10.00 - Raduno e partenza dal Borgo di Tavernelle. Sentiero verso  Apella. Passaggio intermedio nel Borgo di Taponecco incontro con i Partigiani della Sezione: Bruno Nana, Aurelio Prenci, Iginio Malatesta, Remo Conti, Gualtiero Precetti, Beppone Alebricci
Ore 12.00 circa arrivo alla Torre di Apella, (antica sede del distaccamento della Brigata L. Borrini). 
Incontro-dibattito sulla Resistenza nel Territorio Liccianese a cura della Prof.ssa Giuseppina Landini
Video proiezione in ricordo dei Partigiani Occhipinti-Scontrini-Gabrielli
“PRANZO PARTIGIANO”
 nell’Agriturismo Montagne Verdi
Canti popolari e Musiche Partigiane
Rientro verso Tavernelle dalle ore 16.00
Quota di partecipazione compresa di Pranzo Euro 20.00
Nei vari Paesi verranno deposti fiori nei monumenti ai Caduti, ad ogni partecipante, contestualmente alla consegna del foulard dell’Associazione, sarà chiesto di firmare la liberatoria che solleva la Sezione da qualsiasi responsabilità diretta ed indiretta per eventuali danni o infortuni.
È gradita adesione e conferma entro mercoledì 19 settembre
Per info contattare 347-3142747/ 347-9416956 rattimario@libero.it
Indicazioni stradali: uscita autostradale di Aulla, direzione Licciana Nardi-Passo del Lastrello. Dopo Licciana bivio per Tavernelle. Da Aulla 20 minuti.
FONTE A.N.P.I. NAZIONALE